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IL PROCESSO DI BOLOGNA

 
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Il Processo di Bologna


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Il Processo di Bologna

 

Il Processo di Bologna è un processo di riforma a carattere europeo che si propone di realizzare entro il 2010 uno Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore. Vi partecipano al momento 46 paesi europei [1], con il sostegno di alcune organizzazioni internazionali. Si tratta di un grande sforzo di convergenza dei sistemi universitari dei paesi partecipanti, che sta coinvolgendo direttamente tutte le istituzioni europee e le loro componenti interne. L'obiettivo perseguito è che nel 2010 i sistemi di istruzione superiore dei paesi partecipanti e le singole istituzioni siano organizzati in maniera tale da garantire:

• la trasparenza e leggibilità dei percorsi formativi e dei titoli di studio;
• la possibilità concreta per studenti e laureati di proseguire agevolmente gli studi o trovare un'occupazione in un altro paese europeo;
• una maggiore capacità di attrazione dell'istruzione superiore europea nei confronti di cittadini di paesi extra-europei;
• l'offerta di un'ampia base di conoscenze di alta qualità per assicurare lo sviluppo economico e sociale dell'Europa.

Si tratta indubbiamente di un obiettivo ambizioso e non esclusivamente riconducibile al Processo di Bologna. Il Processo si propone, tuttavia, di predisporre e rendere operativi gli strumenti necessari al suo raggiungimento.

Occorre chiarire subito due aspetti fondamentali del Processo di Bologna.
In primo luogo, esso non si basa su un trattato internazionale a carattere vincolante per i governi dei vari paesi: anche se i ministri responsabili hanno sottoscritto documenti di vario tipo, ciascun paese - e la sua comunità accademica - aderisce liberamente e volontariamente ai principi concordati, sollecitato soltanto dal desiderio di realizzare un obiettivo comune.
In secondo luogo, il processo non si propone l'armonizzazione dei sistemi di istruzione europei, ma persegue il mantenimento della loro diversità, sia pur all'interno di una cornice comune; e si impegna a costruire ponti tra paesi e sistemi di istruzione diversi, mantenendone al contempo la specificità.

Il processo si realizza a vari livelli: internazionale, nazionale ed istituzionale.

A livello internazionale vi sono varie modalità di collaborazione e varie strutture che contribuiscono all'avanzamento del processo. Innanzitutto, i Ministri dell'Istruzione dei paesi partecipanti si incontrano ogni due anni per valutare i risultati raggiunti, formulare ulteriori indicazioni e stabilire le priorità per il biennio successivo. Dopo il primo incontro a Dichiarazione di Bologna (1999), i Ministri si sono riuniti a Praga nel 2001, a Berlino nel 2003, a Bergen nel 2005, a Londra nel 2007 e a Lovanio nel 2009. Il prossimo incontro si terrà a Bucarest nel 2012. E’ inoltre previsto un incontro celebrativo della costruzione dello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore a Budapest e Vienna nel 2010. Nei periodi intercorrenti tra le conferenze ministeriali un ruolo fondamentale è svolto dal cosiddetto "Bologna Follow-up Group" (Gruppo dei Seguiti di Bologna), che si riunisce due volte all'anno ed è composto dai rappresentanti di tutti i paesi firmatari e dalla Commissione Europea. Il Consiglio d'Europa, l'EI (Education International Pan-European Structure), l'ENQA (l'associazione delle Agenzie per l'assicurazione della qualità), l'ESU (organismo di rappresentanza degli studenti), l'EUA (Associazione delle università europee), l'EURASHE (che rappresenta il settore non-universitario), l'UNESCO-CEPES e Business Europe (la confederazione degli industriali europei) svolgono il ruolo di membri consultivi. Infine, numerosi seminari, detti "di Bologna", vengono organizzati ogni anno in varie sedi europee per discutere i temi connessi al Processo, esaminare gli ostacoli ancora esistenti e proporre nuove forme di collaborazione.

Il livello nazionale vede in ciascun paese il coinvolgimento del governo e, in particolare, del Ministro titolare dell'Istruzione superiore, della Conferenza dei Rettori o altre Associazioni di istituzioni di istruzione superiore, delle Organizzazioni studentesche e, in alcuni casi, anche delle Agenzie per l'assicurazione della qualità, delle Associazioni imprenditoriali o di altre organizzazioni di rilievo. Quasi tutti i paesi europei hanno già attuato riforme strutturali dei loro sistemi di istruzione superiore per adeguarsi agli obiettivi di Bologna: in alcuni casi questo significa modificare la struttura dei titoli e l'organizzazione dei corsi di studio, in altri introdurre il sistema di crediti europeo o agevolare la mobilità di studenti e laureati.

A livello istituzionale sono stati coinvolti nel processo di riforma Facoltà, Dipartimenti, Corsi di studio e molti altri attori istituzionali, con priorità diverse da paese a paese, da istituzione a istituzione. Occorre sottolineare il ruolo fondamentale delle istituzioni nel Processo di Bologna e affermare con chiarezza che, senza il coinvolgimento diretto e la partecipazione convinta degli accademici, cui spetta la corretta applicazione dei principi europei a livello istituzionale, sarà molto difficile raggiungere alcuni degli obiettivi indicati dai Ministri sin dall'inizio del Processo.

La Dichiarazione iniziale firmata a Bologna (1999) enunciava sei obiettivi specifici:
• Adozione di un sistema di titoli facilmente comprensibili e comparabili, anche tramite l'uso del Diploma Supplement.
• Adozione di un sistema essenzialmente fondato su due cicli principali, rispettivamente di primo e secondo livello.
• Adozione di un sistema di crediti didattici - sul modello dell'ECTS.
• Promozione della mobilità attraverso la rimozione degli ostacoli al pieno esercizio della circolazione di studenti, ricercatori e personale amministrativo.
• Promozione della cooperazione europea nell'assicurazione della qualità.
• Promozione della necessaria dimensione europea dell'istruzione superiore.
Su tali principi si sono espresse nel Messaggio di Salamanca anche le istituzioni europee, rappresentate dalla EUA, le quali, riaffermando la loro autonomia, hanno dichiarato la loro piena disponibilità a perseguirli. A loro volta gli studenti dell'ESIB (oggi ESU) hanno presentato la Dichiarazione di Goteborg quale loro contributo al successivo incontro dei Ministri.

Dato il carattere dinamico del processo, la Conferenza ministeriale di Praga (2001) lo arricchiva di nuovi obiettivi. In particolare,
• alle istituzioni ed agli studenti veniva riconosciuto il ruolo di partner a pieno titolo nel perseguimento degli obiettivi comuni;
• veniva riaffermata la dimensione sociale del processo di Bologna;
• veniva riaffermato il principio che l'istruzione superiore è un bene pubblico ed una responsabilità pubblica.

L'incontro di 40 Ministri a Berlino ha aggiunto un altro importante obiettivo al Processo di Bologna: il legame con la ricerca. La ricerca ha un ruolo fondamentale nell'istruzione superiore in Europa: lo spazio Europeo dell'Istruzione superiore e lo Spazio Europeo della Ricerca costituiscono i due pilastri di una società basata sulla conoscenza. Occorre quindi andare al di là dei due cicli ed includere un terzo ciclo - il dottorato di ricerca - nel processo di convergenza europea. Sempre a Berlino i Ministri hanno deciso di valutare nel successivo incontro di Bergen (2005) i progressi fatti sui tre obiettivi del processo di Bologna identificati come prioritari:
• il sistema a due cicli;
• l'assicurazione della qualità;
• il riconoscimento dei titoli e dei periodi di studio.

A tal fine hanno incaricato il Gruppo dei Seguiti di Bologna di realizzare un'analisi comparativa dei risultati ottenuti nei tre settori dai singoli paesi partecipanti e di far effettuare un approfondimento su due temi particolari:
• criteri e linee guida comuni per l'assicurazione della qualità, con mandato all'ENQA (European Network of Quality Assurance Agencies);
• un quadro europeo di riferimento per i titoli accademici - basato su carico di lavoro, livello, risultati di apprendimento, competenze e profilo professionale - con mandato ad un apposito gruppo di lavoro.

Nell’incontro di Bergen (2005) i Ministri hanno recepito il rapporto del Gruppo dei Seguiti di Bologna sullo stato di avanzamento dei processi di riforma nazionali nelle tre aree identificate come prioritarie, rilevando il progresso fatto ed i problemi ancora da risolvere. Hanno inoltre recepito il documento del gruppo di lavoro sul Quadro generale (overaching framework) dei titoli di istruzione superiore, che comprende tra l'altro i "Descrittori di Dublino", impegnandosi all'elaborazione entro il 2010 di quadri nazionali compatibili con tale quadro europeo. Hanno infine adottato i criteri e le linee guida proposte dall'ENQA per l'assicurazione della qualità e accolto il principio di un registro europeo delle Agenzie di valutazione sottoposto a verifica nazionale.

Le priorità delineate dai Ministri per il periodo 2005-2007 riguardavano:
• la sinergia tra formazione e ricerca e l'organizzazione del dottorato;
• la dimensione sociale del Processo di Bologna;
• la mobilità di studenti e docenti nell'ambito dei paesi partecipanti;
• e le relazioni fra lo Spazio europeo dell'Istruzione Superiore ed il resto del mondo.

In previsione della Conferenza ministeriale successiva, è stato dato mandato all'EUA di preparare un rapporto sui principi fondamentali che sono alla base degli studi di dottorato, mentre il Gruppo dei Seguiti di Bologna dovrà presentare i dati relativi alla mobilità e alla dimensione sociale forniti dai rapporti dei paesi partecipanti.

A Londra nel 2007 i Ministri hanno preso atto dei successi ottenuti su molte azioni, così come emerso dai vari Rapporti (Focus di Eurydice e Stocktaking del Gruppo dei Seguiti) e  contributi al Processo (TRENDS dell’EUA e “Bologna with Student Eyes” dell’ESU). I Ministri focalizzano poi la loro attenzione su:
• il riconoscimento dei titoli, attraverso l’analisi da parte delle reti ENIC – NARIC dei piani d’azione sul riconoscimento;
• la cooperazione europea nell’assicurazione della qualità, attraverso la costituzione del Registro delle Agenzie per la Valutazione della Qualità (istituito nel 2008);
• la dimensione globale dello Spazio Europeo, con l’adozione della strategia predisposta dal Gruppo dei Seguiti.

In vista della Conferenza di Leuven/Louvain – la – Neuve, le priorità per il biennio 2007 – 2009 sono state la mobilità e la dimensione sociale, nonché la raccolta di dati su questi due aspetti, l’occupabilità, la dimensione globale e l’elaborazione di nuovi rapporti sull’attuazione del Processo. A Londra, i Ministri hanno concordato altresì sulla necessità di proseguire la collaborazione ben oltre il 2010, rinviando alla riunione seguente l’esame delle sfide da affrontare, e sull’opportunità di organizzare una evento celebrativo dello Spazio Europeo nel 2010.

Nell’ultima riunione ministeriale, tenuta a Leuven/Louvain – La – Neuve (2009), i temi principali sui quali si è concentrato il dibattito sono stati la mobilità di studenti e docenti, - l’obiettivo del 20% di laureati con esperienze di mobilità dovrà essere raggiunto nel 2020 -, l’apprendimento permanente, soprattutto nel legame con la ricerca e l’innovazione, la piena attuazione della riforma dei cicli a livello istituzionale e la centralità della dimensione sociale. Sia per quello che riguarda la mobilità che per quello che riguarda la dimensione sociale, particolare attenzione andrà riservata al miglioramento della raccolta di dati ed alla definizione di indicatori per il miglioramento dei risultati. In occasione della riunione ministeriale, gli ospiti hanno organizzato il primo Bologna Policy Forum, un momento di confronto con i paesi terzi rispetto al Processo per evidenziare le priorità condivise ed individuare le aree di cooperazione, prima tra le quali l’assicurazione della qualità.
 
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